Storia della Biblioteca

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La biblioteca comunale di San Pietro Vernotico nasce a partire dalla donazione di Federico Melli, deceduto il 2 ottobre 1940. Egli aveva predisposto, con testamento olografo del 2 dicembre 1939, di nominare erede universale di tutti i beni mobili ed immobili costituenti la sua proprietà, il Comune di San Pietro Vernotico con l'obbligo tassativo d'istituire un Ospedale in onore del figlio Ninetto morto prematuramente a soli 19 anni. Oltre ai suoi beni, Federico Melli, donava al Comune la libreria, già appartenuta al fratello Giuseppe, ordinario fino al 1921 di storia della filosofia nel regio Istituto di studi superiori di Firenze, e precisando che “l'Amministrazione comunale avrà la massima cura della biblioteca di mio fratello, la quale potrà chiamarsi Biblioteca Comunale di Giuseppe Melli, e curerà in modo speciale perché né libri, né scritti venissero manomessi o andassero dispersi. I locali, dove detti libri sono attualmente, possono servire esclusivamente a tale scopo”. L'accettazione da parte dell'Ente locale avvenne il 25 gennaio 1941, successivamente confermata e autorizzata dalla Prefettura di Brindisi nel mese di settembre dello stesso anno. Dopo un primo riordino del fondo iniziale, costituito da circa diecimila volumi, venne istituita, per iniziativa del Comune, la Commissione comunale di vigilanza che incaricò nel 1943, il primo bibliotecario, il sacerdote don Giuseppe Di Bari.

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La raccolta, che oggi forma il nucleo iniziale della biblioteca comunale di San Pietro Vernotico, ha carattere prevalentemente filosofico: essa comprende ottime collezioni italiane e straniere, e importanti monografie. Numerose le opere di consultazione. Ricca e importante è la sezione di testi e studi patristici e di storia del Cristianesimo. Accanto a questa parte della raccolta di studi prettamente storico-religiosi, un'altra, altrettanto ricca, riflette le discipline complementari storiche e storico-letterarie. Successivamente, “il materiale librario sistemato in ambienti di proprietà della Fondazione Melli fu provvisoriamente ordinato durante l'ultima guerra mondiale, in scaffali di legno e diviso per lingue: tedesca, francese ed inglese e per materia” anche se viene ribadito che “la biblioteca è ancora oggi sistemata in maniera non consona all'importanza e al pregio del materiale librario, compresi i volumi, tra i quali figurano molti dati in dono dal Papini al prof. Melli”. Le ultime notizie ufficiali sullo stato della Biblioteca Melli risalgono al 2000 da cui si viene a conoscenza che “il patrimonio librario complessivo si aggira sempre sui diciottomila volumi, tra monografie e opuscoli”; si registra inoltre anche la presenza di numerosi periodici ed opere antiche: 26 cinquecentine, 56 opere del Seicento, 310 del Settecento e 239 del primo trentennio dell'Ottocento.